Negli avvisi sui pericoli legati a questo batterio – che può provocare danni seri alla nostra salute – la nostra Isola è citata due volte. Dalle nostre parti, infatti, arriva di tutto, dal grano all’ortofrutta senza controlli. E’ normale che in una Sicilia che produce ortaggi e verdure di ottima qualità i supermercati ci debbano propinare i minestroni prodotti in Ungheria e in chissà quali altri Paesi del mondo? Evitare il mais a prescindere. Il ‘caso’ Lidl Palermo. I nomi dei lotti interessati dal ritiro 

Qualcuno pensa che noi siamo ossessionati dai prodotti agricoli che arrivano in Sicilia dall’universo mondo. Da quando siamo in rete non abbiamo fatto altro che mettere in guardia i consumatori dal grano e dall’ortofrutta che arrivano dall’estero. Il caso dell’infezione provocata dalla Listeria monocytogenes (un batterio che può provocare problemi anche seri alla salute, soprattutto in soggetti immunodepressi) che investe l’Europa e arriva fino nella nostra Isola ci dice intanto un cosa: che è meglio consumare i prodotti di casa nostra.

Poniamoci le seguenti domande: non è semplicemente incredibile che l’Italia, per preparare i minestroni, abbia bisogno delle verdure coltivate in Ungheria? E che senso ha, con tutto il mais che si coltiva nel Centro Nord Italia, acquistare il mais da mezzo mondo?

Insomma: non è assurdo, avendo a disposizione uno dei migliori grani duri del mondo – con riferimento al grano duro prodotto nel Mezzogiorno d’Italia – acquistare il grano duro dal Canada, dal Messico, dal Kazakistan e via continuando?

Non è una follia, con il grano tenero che si coltiva nel Centro Nord Italia, acquistare il grano tenero dall’estero?

Oggi scopriamo che i “minestroni con verdure freschissime” – come ci raccontano le pubblicità in TV – non sono preparate con verdure italiane. Nel caso del minestrone Findus che in queste ore viene precipitosamente ritirato dai banchi dei supermercati (invitandoci, con tanto di informazioni sui lotti, a eliminarli, eventualmente, dai nostri frigo) non possiamo non notare una contraddizione: ci dicono che la situazione è sotto controllo, che – tranne in rari casi, non è mortale, che basta cuocere le verdure e addio pericolo – però va comunque ritirato di corsa…

Una domanda: il minestrone, lo sappiamo, va cotto: e se va a contaminare altri alimenti presenti nella cella frigorifera di casa, per esempio i gelati? Insomma, che dobbiamo fare?

Sui giornali leggiamo che l’allarme coinvolge Italia, Germania, Finlandia e Regno Unito.

“Finché i prodotti contaminati sono ancora sul mercato e nei congelatori dei consumatori possono ancora emergere nuovi casi”, ammette l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Il Ministro della Salute, Giulia Grillo, spiega che in Italia non sono stati registrati casi e che i prodotti che possono contenere questo batterio vengono ritirati per precauzione.

La Findus ha messo a disposizione le informazioni circa i lotti interessati al ritiro:

Minestrone Tradizione da un KG (L7311, L7251, L7308, L7310, L7334); Minestrone Tradizione 400g (L7327, L7326, L7304 e L7303); Minestrone Leggermente Sapori Orientali 600g (L7257, L7292, L7318, L8011) e Minestrone Leggermente Bontà di semi 600g (L7306).

Ritirati anche verdure miste e mais, a marchio Freshona che si troverebbero nei punti vendita Lidl della sola Sicilia.

Non ci basta il grano che arriva con le navi: anche le verdure e il mais…

Se cerchiamo qua e là sui giornali in quali Paesi i cittadini rischiano di beccarsi l’infezione, ebbene, scopriamo la follia di una globalizzazione dell’economia che ci impone di mangiare ortofrutta dei Paesi dove il costo di produzione è più basso, non certo l’ortofrutta migliore sotto il profilo della qualità.

Così ecco che in Austria è nei guai il marchio Penny che rischia di rifilare ai consumatori un mix di verdure messicane, fritte, alla borgognona e balcaniche contaminate dal batterio.

In Germania si temono problemi con il mix di verdure Freshona Gemüsemix e il mais dolce che si trova nei supermercati Lidl.

Nel Regno Unito sono addirittura i 43 prodotti a base di mais dolce che sono sono stati ritirati dal fornitore di supermercati Greenyard Frozen Uk.

In Finlandia l’allerma riguarda il mais e il mix di verdure che si troverebbero in vendita nelle catene Kesko e S Group.

Come già ricordato, il focolaio è stato individuato nello stabilimento ungherese della Greenyard. Oltre una settimana fa l’Efsa ha comunicato che “l’Ufficio ungherese per la sicurezza della catena alimentare ha vietato la commercializzazione di tutte le verdure surgelate prodotte dalla società tra agosto 2016 e giugno 2018 e ne ha ordinato il ritiro immediato”.

Di fatto, per due anni, il batterio Listeria monocytogenes avrebbe fatto il giro del mondo.

C’è un avviso dell’azienda belga GREENYARD N.V. che invita, a titolo precauzionale, a eliminare tutti i lotti e tutte le scadenze dei seguenti prodotti:

Art. 79520 “Freshona” Mais surgelato, 450g Codice a barre 20417963 e Art. 12105 “Freshona” Mix di verdure surgelate, 1000g – Assortimento Gemüsemix – Mix di verdure Codice a barre 20039035.

Se ci sono due avvisi che riguardano la nostra Isola un motivo ci sarà: è evidente che le multinazionali hanno capito che in Sicilia possono inviare di tutto, tanto nessuno controlla una mazza!

La verità è che, complici i Governi regionali degli ultimi anni, la Sicilia è piena zeppa di centri commerciali di tutti i generi e di tutte le specie che vendono ai siciliani ortaggi, frutta, formaggi e latticini prodotti Iddio solo sa dove!

E normale che, solo a Palermo, si contino da sette a otto centro commerciali dei tedeschi della Lidl, in queste ore impegnati a far sparire minestroni e mais? Ma il capoluogo della Sicilia cos’è diventato? Possibile che i palermitani debbano mangiare minestroni ungheresi e formaggi tedeschi? Vi rendete conto che classe dirigente esprime oggi Palermo?

Che consigli dare ai nostri lettori?

Primo consiglio: il minestrone, d’ora in poi, fatevelo da voi. In quasi tutte le città piccole e grandi della Sicilia c’è la possibilità di reperire ortaggi coltivati nella nostra terra: usate questi. Rivolgetevi ai mercati locali, a chi produce ortaggi nei centri periurbani e, perché no?, agli stessi agricoltori.

Insomma: non acquistate più minestroni surgelati. Il caso della Listeria esploso in queste ore ha fatto venire fuori un dato che non hanno potuto fare a meno di rendere noto: e cioè che gli ingredienti per preparare questi minestroni surgelati che la Tv vi fa sembrare “freschissimi e buonissimi” vengono da Paesi esteri. Ribadiamo: non li acquistate più!

Tra qualche settimana torneranno a martellare con la pubblicità di donne e uomini sorridenti che mangiano ‘sti minestroni: non gli date retta! I minestroni preparateveli da voi.

Sul mais vi diamo un doppio consiglio.

Ma il mais va evitato per altri due buoni motivi. In primo luogo perché potrebbe contenere tossine pericolosissima perché tra le sostanze più cancerogene presenti al mondo: le aflatossine.

Non ci stiamo inventando nulla, se è vero che, lo scorso anno, sono stati registrati seri problemi di contaminazione.

Ma c’è un altro motivo – il secondo – per non portare il mais sulle nostre tavole, a meno che non ci sia la certezza della sua bontà: proprio per sfuggire alle malattie le multinazionali hanno puntato sul mais OGM (Organismi Geneticamente Modificati). In questo caso i rischi sono legati al Dna modificato e sugli effetti sul nostro organismo che non si conoscono.
fonte: http://www.inuovivespri.it/2018/07/09/verdure-e-mais-alla-listeria-quello-che-le-multinazionali-non-dicono/

via Zapping