I medici dell’Ospedale Molinette di Torino hanno deciso di effettuare un trapianto di rene su un paziente sveglio: ma perché hanno rinunciato all’anestesia generale? Dalla struttura fanno sapere che essendo il paziente affetto da malattia rara e con grave insufficienza respiratoria di tipo restrittivo, l’anestesia totale era da considerarsi impossibile. Ecco i dettagli della straordinaria operazione.

Sindrome Prune-Belly, la malattia del paziente. Prima di capire come i medici italiani abbiamo deciso di operare il paziente, dobbiamo capirne le condizioni di salute. L’uomo, un quarantenne, è infatti affetto da una rara sindrome congenita, conosciuta come ‘Sindrome Prune-Belly’, che è caratterizzata da:

  • assenza dei muscoli addominali
  • anomalie delle vie urinarie
  • ipotonia vescicale
  • megauretere
  • criptorchidismo o agenesia testicolare
  • ipertensione arteriosa
  • malattia renale cronica ingravescente

A tutto ciò i pazienti, per lo più maschi (97%), possono presentare anche una malformazione del disegno toracico nota come “pectus excavatum” che può portare ad insufficienza respiratoria.

Insufficienza renale e trapianto. I pazienti che soffrono di insufficienza renale cronica vanno spesso incontro a dialisi e, possibilmente, a trapianto di rene. In questo caso il paziente, soffrendo anche di “pectus excavatum” con un’insufficienza respiratoria di tipo restrittivo, non poteva essere sottoposto ad anestesia generale: che fare quindi?

Il super team italiano. I medici italiani non si sono arresi e hanno trovato una soluzione per il paziente. L’anestesista, il dottor Fabio Gobbi, ha infatti perfezionato una tecnica particolare che ha permesso di mantenere il paziente in anestesia spinale per tutto il tempo, mentre il l’équipe composta dal dottor Omidreza Sedigh e dai dottori Aldo Verri e Caterina Tallia, e diretta dal dottor Pier Paolo Donadio, ha potuto effettuare lo straordinario intervento.

L’operazione. L’operazione è durata cinque ore, l’intervento è riuscito e il paziente ora si trova degente nel reparto di Nefrologia universitaria diretto dal professor Luigi Biancone. In pratica i medici hanno optato per una anestesia combinata peridurale e spinale a paziente sveglio che ha permesso la realizzazione di un trapianto complesso anche per le anomalie della colonna vertebrale e la complessità chirurgica addominale ed urologica di questo paziente.

via FanPage