Lo zucchero fa invecchiare prima e aumenta il rischio di Alzheimer

di Andrea Centini

Un team di ricerca internazionale ha dimostrato che concentrazioni elevate di zucchero nel sangue favoriscono il declino cognitivo e l’insorgenza della demenza.

Concentrazioni elevate di zucchero nel sangue accelerano il declino cognitivo e favoriscono l’insorgenza del morbo di Alzheimer, la forma di demenza più diffusa al mondo. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi del Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica dell’Imperial College di Londra e del Brainnetome Center, Institute of Automation presso l’Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, che ha condotto un’approfondita analisi statistica su dati raccolti tra il 2004 e il 2015. Gli scienziati coordinati dal professor Wuxiang Xie hanno in pratica trovato un’altra prova che lega il diabete (ma non solo) alle patologie neurodegenerative.

Per giungere a questa conclusione, Xie e colleghi hanno analizzato i dati relativi a 5.189 pazienti britannici coinvolti nello Studio Longitudinale Inglese sull’Invecchiamento (ELSA – English Longitudinal Study of Aging).

I partecipanti, con un’età media di circa 66 anni e in maggioranza donne (55 percento), sono stati sottoposti a vari test per monitorare le funzioni cognitive, come capacità mnemoniche, abilità nel ragionamento, percezione, attenzione e via discorrendo. Gli esami sono iniziati nel 2004 e sono stati effettuati a ondate in vari bienni, fino a quello conclusivo del 2014-2015. Oltre a condurre i test, gli scienziati hanno anche verificato i livelli di emoglobina glicata (HbA1c), una peculiare forma di emoglobina che viene utilizzata proprio per monitorare la concentrazione media del glucosio in un lungo intervallo di tempo.

Al termine del periodo di follow-up è emerso che tutti i partecipanti hanno manifestato un declino cognitivo a causa del naturale invecchiamento, tuttavia, coloro che avevano i livelli più elevati di HbA1c nel sangue hanno evidenziato i risultati peggiori. Il dato più importante dell’indagine è legato al fatto che l’accelerazione del declino cognitivo non è stato dimostrato nei soli pazienti diabetici, come già emerso da altre ricerche, ma anche in quelli che avevano semplicemente alti livelli di emoglobina glicata. “Questo studio è uno dei più grandi a stabilire il rapporto diretto tra HbA1c e conseguente rischio di declino cognitivo”, ha sottolineato l’autore principale dell’indagine. “I nostri risultati – ha aggiunto Xie – suggeriscono che gli interventi atti a ritardare l’insorgenza del diabete, così come le strategie per controllare i livelli dello zucchero nel sangue, potrebbero contribuire a ridurre la progressione del declino cognitivo nel lungo periodo”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Diabetologia.

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Fonte: Fanpage

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