Inclusa fra le aritmie, le alterazioni della naturale contrazione cardiaca, la tachiaritmia è una brusca e improvvisa accelerazione del battito, che si alterna a fasi con battito regolare. A differenza della tachicardia o cardiopalmo, cioè il battito cardiaco accelerato sopra le 90/100 contrazioni al minuto, sussiste dunque anche una irregolarità delle pulsazioni. Ne esistono due tipologie principali e può avere anche esito fatale, come accaduto allo sfortunato capitano della Fiorentina Davide Astori. Contrariamente a quando indicato dai primi risultati autoptici, infatti, il calciatore trentunenne non si è spento per la Sindrome di Brugada, una forma di bradiaritmia che rallenta il cuore fino all’arresto, ma proprio per una tachiaritmia, come indicato dai medici legali Carlo Moreschi e Gaetano Thiene.

Cos’è la tachiaritmia

La tachiaritmia è una forma di aritmia, un’anomalia nella contrazione cardiaca che alterna accelerazioni superiori ai 90-100 battiti al minuto a fasi con battito regolare. La condizione provoca uno stato di angoscia e malessere accompagnato da un ampio ventaglio di sintomi. Può essere innescata da una fibrillazione atriale, un disturbo elettrico degli atri – ben visibile nell’elettrocardiogramma – che a sua volta può avere numerose origini, come malattie genetiche, ipertensione e patologie delle valvole. La tachiaritmia può essere pericolosa per la vita.

I tipi di tachiaritmia

La tachiaritmia si divide fondamentalmente in due tipologie: tachiaritmia atriale e tachiaritmia ventricolare, all’interno delle quali ci sono dei sottogruppi. Esistono anche tachiaritmie peculiari che si formano attraverso il rientro di singoli battiti prematuri tra atrio e ventricolo; vengono chiamate ‘tachicardie reciprocanti’. La tachiaritmia atriale è la meno pericolosa delle due, benché possa anch’essa scatenare gravi complicazioni come attacchi ischemici e scompenso cardiaco, influenzando negativamente la qualità della vita. È particolarmente diffusa tra chi porta un pacemaker o un defibrillatore, dato che interessa un terzo dei pazienti. Fibrillazione atriale ad alta frequenza, tachicardia parossistica sopraventricolare e flutter atriale sono tra le principali tachiaritmie atriali. La tachiaritmia ventricolare colpisce i ventricoli ed è sensibilmente più pericolosa dell’altra in termini di mortalità improvvisa a causa di un arresto cardiaco. Davide Astori è stato molto probabilmente ucciso da una tachiaritmia ventricolare. Tra le forme più note ci sono la tachicardia ventricolare con o senza polso e la fibrillazione ventricolare.

I sintomi

Oltre a un generale stato di angoscia e ansia, spesso accompagnato da una sensazione di ‘morte imminente’ a causa di un infarto (con cui talvolta viene scambiata dal paziente), la tachiaritmia può produrre dolori al petto, senso di compressione al torace, vertigini, palpitazioni, svenimento, forti mal di testa e respiro affannato.

Le cause

Alla base di una tachiaritmia possono esserci molteplici cause, relative a danni strutturali o anomalie elettriche del cuore, scaturite da patologie genetiche o di altro tipo. Anche l’alimentazione può scatenare una tachiaritmia, ad esempio assumendo molto spesso e in quantità esagerate bevande molto ricche di caffeina.

La cura

Il trattamento per una tachiaritmia è volto alla stabilizzazione del ritmo cardiaco, e può avvenire sia con una terapia elettrica (defibrillatore) che con una farmacologica, in base alla valutazione del medico, che si basa innanzitutto sui valori emodinamici. Tra i farmaci più utilizzati vi sono l’amiodarone e l’adenosina.

via ScienzeFanPage