Si potranno “riparare” i danni al corpo umano provocati dalle malattie

Quello che fino a qualche anno fa poteva sembrare fantascienza, ora è realtà. Molto presto, infatti, si potrà avere la possibilità di stampare in 3D organi umani molto più facilmente. Dopo la costruzione dei primi organi in miniatura, gli organoidi  che aiutano a studiare malattie e a sperimentare farmaci, nuove tecniche rendono più semplice costruire in laboratorio parti del corpo umano che in futuro potrebbero essere destinati ai trapianti.

Due nuove tecniche. Come riporta l’Ansa, una delle nuove strade è descritta sulla rivista Macromolecular Rapid Communications, basata sulla deposizione di gocce di bio-inchiostro guidata da enzimi, mentre la rivista Developmental Cell presenta un metodo per riprodurre le complesse forme dei tessuti viventi, manipolando in laboratorio cellule umane o di topo su appositi supporti sintetici.

Entrambi i risultati promettono di avvicinare la stampa di organi in 3D, una delle nuove frontiere della medicina rigenerativa che permette di riparare organi e tessuti danneggiati da malattie o lesioni attraverso “pezzi di ricambio” ottenuti in laboratorio. Nel primo caso i ricercatori dell’Università di Osaka, coordinati da Shinji Sakai, sono riusciti a incollare singole gocce di bio-inchiostro utilizzando degli enzimi, in modo da riuscire a stampare complesse strutture biologiche.

La parola degli esperti. “Il nostro approccio può essere applicato a diversi tipi di cellule – hanno spiegato i ricercatori giapponesi – consentendo di estendere il numero di possibili strutture realizzabili”. Per uno dei coautori della ricerca, si legge sull’Ansa, Makoto Nakamura, “i progressi compiuti in questi anni dalla ricerca sulle cellule staminali hanno permesso di comprendere meglio come indurre queste cellule ‘jolly’ a trasformarsi in vari tipi di tessuti. Il nostro approccio basato sui bio-inchiostri – ha concluso – aiuterà a sfruttare meglio le loro potenzialita’”. Coordinati da Zev Gartner, i ricercatori dell’Università della California a San Francisco hanno invece messo insieme una sorta di manuale di istruzioni per l’assemblaggio programmato di tessuti in laboratorio. “L’intrinseca capacità delle cellule di promuovere cambiamenti nella forma dei tessuti – ha osservato – rappresenta una fantastica base di partenza con la quale costruire tessuti sintetici complessi e funzionanti“.

Fonte: interris

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