Salute

PRONAZIONE DOLOROSA: ECCO PERCHÉ NON DEVI MAI SOLLEVARE I BIMBI PER LE BRACCIA

Sollevare i bambini per le braccia è molto pericoloso: cos’è la pronazione dolorosa – di Andrea Centini

La delicatezza delle ossa e dei legamenti in crescita espongono i bambini piccoli a lussazioni come la “pronazione dolorosa”, che coinvolge il gomito. 

Ecco cos’è, cosa fare per prevenirla e come intervenire quando si sospetta la sua presenza

Per evitare dolorosissime lussazioni nei bambini piccoli è importante non sollevarli mai dalle mani (o dalle braccia) e strattonarli.

La conseguenza, infatti, può essere la spiacevole “pronazione dolorosa”, una vera e propria emergenza da trattare il più velocemente possibile al pronto soccorso, per evitare danni seri e potenzialmente permanenti all’articolazione coinvolta.

Ecco cos’è e cosa c’è da sapere per prevenirla o gestirla fino all’arrivo dal medico.

Cos’è la pronazione dolorosa

La pronazione dolorosa è una lussazione del gomito, dove il capitello del radio (una delle tre ossa coinvolte nell’articolazione, assieme all’omero e all’ulna) si sposta dalla sua posizione naturale scatenando una lussazione.

Il dolore può essere molto intenso e il bambino colpito reagisce mantenendo il braccio stretto al fianco, ruotato verso l’interno e come fosse paralizzato. Basta un semplice tocco per provocare urla di dolore.

Da cosa è provocata. Poiché le ossa e i legamenti in crescita dei bambini sono molto delicati, è sufficiente qualche movimento sbagliato o una semplice caduta per determinare effetti sensibili sulle loro articolazioni, come appunto la pronazione dolorosa.

Nella maggior parte dei casi essa si verifica nei bambini al di sotto dei cinque anni; talvolta per giochi considerati erroneamente innocui (come il ‘girotondo’ in aria).

Ma anche per abitudini sbagliatissime come il sollevamento dalle braccia; interventi repentini per evitare una caduta e strattoni all’avambraccio. La pronazione dolorosa si può innescare anche per una caduta, ma è un evento raro.

Come intervenire. Se si sospetta una pronazione dolorosa è doveroso preparare una borsa con ghiaccio avvolta con un panno da applicare sulla zona dolente.

In accordo col pediatra, da contattare subito, si può somministrare un analgesico per ridurre il forte dolore.

Poi ci si deve recare immediatamente al pronto soccorso o in uno studio specialistico, dove grazie a una specifica manovra – anch’essa molto dolorosa ma istantanea – la lussazione viene ridotta e il radio rimesso al proprio posto.

Non provate mai a fare da soli, la manipolazione deve essere sempre eseguita da personale specializzato.

Normalmente non viene nemmeno eseguita una radiografia, che può essere richiesta se il medico sospetta la presenza di fratture.

Dopo un breve tempo di osservazione il bambino viene dimesso e nel caso sentisse ancora un po’ di dolore può essere prescritta una terapia con antidolorifici seguita da ulteriori controlli.

L’importanza della tempestività

 Far eseguire la manovra di riduzione il più rapidamente possibile evita conseguenze a lungo termine all’articolazione.

Va tenuto presente che quando si manifesta una pronazione dolorosa i legamenti si ‘allentano’ un poco e i bambini colpiti sono più esposti ad altri eventi.

Anche nei casi ripetuti la tempestività della manovra resta l’approccio fondamentale, e normalmente non ci sono conseguenze.

Superati i 5 anni di età legamenti e ossa sono sufficientemente ‘forti’ da evitare la pronazione dolorosa, benché l’eventualità non sia del tutto da escludere.

Avvisare è importante. Talvolta si lasciano i piccoli con fratelli maggiori, amici, nonni o altri parenti che non sono ben ‘istruiti’ sul come tenere i bambini, per questo è sempre fondamentale avvisarli di non sollevare mai i piccoli per le mani o per le braccia, e di evitare giochi che possano scatenare la condizione.

Fonte: fanpage.it

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