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MORBO DI CROHN, STOP A INFIAMMAZIONE E SINTOMI CON SUPER FARMACO APPENA APPROVATO IN ITALIA

L’ustekinumab, un anticorpo monoclonale sviluppato dalla casa farmaceutica belga Janssen, ha dimostrato un’azione rapida e duratura contro i sintomi del morbo di Crohn, una debilitante patologia intestinale. A due anni dall’avvio del trattamento il 75 percento dei pazienti coinvolti nella fase sperimentale risulta in remissione dalla malattia.

Approvato in Italia l’uso di un nuovo, efficace farmaco per contrastare il morbo di Crohn, una debilitante patologia cronica che colpisce l’intestino. Si tratta dell’ustekinumab (nome commerciale STELARA), un anticorpo monoclonale prodotto dalla casa farmaceutica belga Janssen Pharmaceutica che ha dimostrato rapidità d’azione ed effetto duraturo nel liberare i pazienti dai gravosi sintomi della patologia. Tra essi vi sono diarrea prolungata, perdita di peso e appetito, ascessi e fistole a livello anale, debolezza, sangue nelle feci e forti dolori addominali. Sono condizioni che portano a frequenti ospedalizzazioni e interventi chirurgici, oltre a una compromissione delle attività quotidiane (studio, lavoro) e alla difficoltà di coltivare relazioni interpersonali, soprattutto quelle intime, determinando un drastico calo nella qualità della vita.

L’uso dell’ustekinumab, già approvato in passato per il trattamento della psoriasi, è autorizzato nei pazienti con morbo di Crohn allo stadio moderato o grave che non hanno ottenuto benefici dalle terapie standard, che sono risultati intolleranti a esse (o ad un antagonista del TNFa) e che non possono sottoporsi ai trattamenti convenzionali. Uno dei limiti delle terapie standard nell’alta percentuale di pazienti che non vi risponde già dopo poche settimane, mentre altri sviluppano nuovamente i sintomi sul medio-lungo periodo. Gli studi clinici sull’ustekinumab hanno invece dimostrato l’efficacia del farmaco già a partire dalla terza settimana, e in circa la metà dei casi è stata evidenziata una remissione della malattia a partire dalla 44esima settimana dal trattamento. Il trattamento si basa su una prima somministrazione endovenosa in un centro specializzato, seguita dal mantenimento che può essere fatto in autonomia a casa propria, con un’iniezione ogni 3 mesi. Lo studio IM-UNITI ha dimostrato benefici e tassi di remissione a 2 anni dall’avvio della terapia nel 75 percento dei pazienti.

Ma come agisce questo medicinale? Si tratta di un anticorpo monoclonale che disinnesca la risposta infiammatoria scatenata dal morbo di Chron sopprimendo alcune citochine, nel caso specifico quelle dell’interleuchina IL-12 e IL-23. Il medicinale risulta ben tollerato, ma possono svilupparsi effetti avversi seri come un maggior rischio di infezione e reazioni allergiche. In Italia la patologia ha un’incidenza di 8/10 casi ogni 100mila abitanti e si registrano 8mila nuove diagnosi ogni anno; il morbo di Crohn si palesa soprattutto tra i 20 e i 30 anni, ma non mancano casi di giovanissimi e anziani. In molti otterranno i benefici sperati proprio grazie al nuovo medicinale.

[Credit: Silviarita]

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