Poiché i cambiamenti climatici continuano a spingere verso l’alto i termometri d’estate, il maggiore uso di aria condizionata negli edifici potrebbe aggravare ancora di più la situazione degradando la qualità dell’aria, aggravando di fatto il bilancio dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Un circolo vizioso, visto che l’aumento delle temperature richiede un maggior uso dei condizionatori, che a loro volta incrementano la produzione di inquinanti.

I ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison prevedono fino a 1000 ulteriori decessi all’anno negli Stati Uniti orientali a causa degli elevati livelli di inquinamento atmosferico guidati dall’aumento dell’uso di combustibili fossili per raffreddare gli edifici.

“”Il cambiamento climatico è qui e avremo bisogno di adattarci. Ma l’aria condizionata, e il modo in cui usiamo l’energia, peggiorerà l’inquinamento atmosferico, mentre le temperature continueranno a salire”spiega David Abel, autore principale del nuovo rapporto.

L’impatto dell’aria condizionata sull’aria

L’analisi combina le proiezioni di 5 diversi modelli computerizzati tramite i quali gli scienziati hanno calcolato gli impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute con un clima più caldo con e senza un maggiore uso di aria condizionata.

Se l’aumento dell’uso dell’aria condizionata a causa dei cambiamenti climatici dipenderà dall’energia derivata dai combustibili fossili, purtroppo la qualità dell’aria peggiorerà ulteriormente a danno della salute umana.

L’aria condizionata ci farà morire!

Lo studio prevede infatti 13.000 decessi umani all’anno causati da livelli più elevati di particolato d’estate e 3.000 causati dall’ozono negli Stati Uniti orientali nel 2050. La maggior parte di queste morti sarà attribuibile a processi naturali come la chimica dell’atmosfera e le emissioni naturali, che sono influenzate dall’aumento delle temperature. Tuttavia, circa 1.000 di queste morti ogni anno si verificherebbero a causa dell’aumento della climatizzazione alimentata da combustibili fossili.

I cambiamenti climatici da soli aumentano la mortalità prematura estiva legata all’inquinamento atmosferico di circa 13.000 morti a causa di PM2.5 e 3.000 decessi dovuti a O3″.

Tutta colpa delle fonti energetiche fossili

È emerso che le concentrazioni di particolato fine (PM2,5) e ozono (O3) aumentano in un clima più caldo e che il 3,8% dell’aumento totale di PM2,5 e del 6,7% dell’aumento totale dell’ozono (O3) è attribuibile all’uso di aria condizionata extra.

“Le ondate di calore stanno aumentando e aumentando di intensità avremo più domanda di raffreddamento che richiede più elettricità, ma se la nostra nazione continua a fare affidamento sulle centrali a carbone per una parte della nostra elettricità, ogni volta che accendiamo l’aria condizionata sporcheremo l’aria, causando più malattie e persino morti” ha aggiunto Jonathan Patz, autore senior dello studio e professore dell’UW-Madison.

Cosa possiamo fare?

Nel nostro piccolo possiamo contribuire a ridurre le emissioni inquinanti legate all’aria condizionata, ad esempio sfruttando di più le energie rinnovabili o, se non ne abbiamo la possibilità, possiamo ricorrere a una serie di trucchetti e soluzioni per tenere fresca la nostra casa, riducendo al minimo il ricorso al condizionatore.

Molto utili i ventilatori a soffitto e le tende da sole, ma per avere la casa più fresca è bene tenere sempre le finestre aperte in modo da far circolare l’aria.

Se possibile, piantiamo anche degli alberi che possano regalarci naturalmente ombra col passare degli anni.

Lo studio è stato pubblicato su Plos Medicine.

Francesca Mancuso – GreenMe