L’AGLIO CINESE HA INVASO IL MERCATO: ECCO PERCHÉ NON FA BENE E COME RICONOSCERLO

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L’aglio è un alimento indispensabile oggigiorno nelle cucine di tutto il mondo. Viene utilizzato in ogni tipo di ricetta e fa bene all’organismo… a patto che sia naturale e non “modificato” in qualche modo.

Ebbene, è stato scoperto che in Cina si coltiva aglio per poi sbiancarlo artificialmente e venderlo nei mercati degli altri Paesi, fino a raggiungere gli Stati Uniti. Ma scopriamo cosa fanno di sbagliato i cinesi e come riconoscere un bulbo di aglio importato dalla Cina da uno che non proviene da così lontano…

via Curioctopus

Pochi sanno che l’80% dell’aglio venduto in tutto il mondo proviene dalla Cina.

immagine: Wikimedia Commons / Pedro Xing

Solo nel 2014 gli USA importarono dalla Cina più di 62 milioni di chili di aglio e ogni anno la cifra sembra aumentare!

immagine: Wikimedia Commons / Pedro Xing

Ebbene, è stato appurato che proprio parte di quell’aglio venduto in tutto il mondo viene sbiancato con candeggina e ricoperto di pesticidi!

immagine: Public Domain Pictures / Petr Kratochvil

Non solo, delle ricerche hanno appurato che quell’aglio viene coltivato in acque di fognatura e contaminato col piombo.

immagine: Wikimedia Commons / Jonathunder

La candeggina in particolare viene usata per eliminare le macchie di sporco, anche se naturali.

immagine: Flickr / Michael (a.k.a. moik) McCullough

Secondo Henry Bell dell’Australian Garlic Industry Association la candeggina uccide gli insetti e aiuta a rendere più bianco il bulbo…

immagine: Wikimedia Commons / Francesco Perito

… ma contiene anche una tossina pericolosa, il bromuro di metile che, se assunto in larghe dosi, può causare problemi al sistema nervoso centrale.

immagine: Pixabay / Unsplash

Ecco i 3 consigli per capire se si tratta di aglio importato dalla Cina o no…

immagine: Wikimedia Commons / Popo le Chien

Per prima cosa bisogna vedere se l’aglio che si sta per comperare presenta le radici. In Cina devono rimuovere le radici per poterlo vendere all’estero, mentre i contadini degli altri Paesi non hanno quest’obbligo.

Seconda cosa, bisogna prenderlo in mano e pesarlo. L’aglio cinese contiene una grande quantità d’acqua e quindi è più leggero. Inoltre si può osservare il bulbo, se è duro, l’aglio è di buona qualità.

Terza ed ultima cosa, assaggiarlo! L’aglio cinese ha un retrogusto amarognolo, quasi metallico. Se avvertire un gusto di questo tipo, buttatelo via e… buona fortuna con il prossimo!