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INSETTI COME CIBO AL POSTO DELLA CARNE: ARRIVA IL PRIMO ALLEVAMENTO

Dopo l’ok dell’Unione Europea, alcuni paesi si stanno muovendo in questa direzione: ma gli allevamenti di insetti a scopo alimentare risolveranno davvero il problema della mancanza di risorse e dell’inquinamento?

Dopo l’approvazione da parte dell’Europa e con la Svizzera primo paese europeo ad aver detto “sì” al nuovo trend del novel food, nasce in Inghilterra il primo allevamento di insetti a scopo alimentare: l’azienda si chiama Horizon Edible Insects, si trova a Ealing, quartiere di Londra, e rappresenta il primo tentativo inglese di soddisfare il crescente fabbisogno nutrizionale della popolazione mondiale.

Far fronte alla richiesta di cibo

Secondo i dati FAO relativi al 2014 (Conference Insects to Feed the World), tra qualche anno risulterà infatti difficile produrre cibo per tutta la popolazione in continua crescita: entro il 2030 infatti, secondo le stime, verranno consumate 39 milioni di tonnelate di carne e gli allevamenti non basteranno più; entro il 2050 la produzione mondiale di cibo dovrà aumentare di circa il 70%.

Di questo passo si rende dunque necessario trovare delle alternative più sostenibili, individuate proprio nell’allevamento e nel consumo di insetti: secondo gli esperti, l’allevamento di questi esseri viventi porterebbe infatti a un drastico abbattimento dei costi in termini di consumo di acqua, terreno ed emissioni di gas serra rispetto agli allevamenti “tradizionali”. In termini nutrizionali, inoltre, gli insetti risultano ricchi di proteine, grassi essenziali e fibre, ideali per rimpiazzare in tutto o in parte il consumo di carne e derivati.

Horizon Edible Insects: ecco che cosa vendono

Se in linea teorica un’alimentazione a base di insetti risulterebbe utile per il nostro pianeta, sono ancora poche le realtà che si sono affacciate a questa pratica che, bisogna ammetterlo, è molto diffusa nei paesi orientali ma fa storcere il naso ai più, in occidente. Per quanto riguarda Horizon Edible Insects, l’azienda alleva per ora tre specie diverse di insetti: grilli, larve di Caimano – un insetto originario dell’America centrale e meridionale –  e larve delle tarme della farina. Presentati come versatili e sicuri, gli insetti vengono proposti come snack fritto o arrostito, ma anche come ingrediente per altre ricette, anche sotto forma di farina (quest’ultima già sulla buona strada per diventare un mangime diffuso negli allevamenti di bovini).

“Alleva i tuoi insetti”

Al momento l’azienda vende e spedisce i propri prodotti solo a Londra e nelle immediate vicinanze, ma esiste perfino una sezione “fai da te” sul sito, dove viene spiegato come allevare autonomamente i propri insetti, con tanto di “starter kit” composto da trenta coleotteri e di istruzioni perché depositino in breve tempo le proprie uova che – tempo qualche settimana – si trasformeranno in “larve perfette per preparare hamburger o da arrostire, per uno spuntino salutare”, come riportato sul sito dell’azienda.

Alimentazione a base di insetti: è davvero necessaria?

Che gli allevamenti intensivi siano un gravissimo problema per la salute del nostro pianeta è ormai un dato accertato, così come lo è la necessità di invertire la rotta e scegliere un’alimentazione più consapevole, prima che sia troppo tardi. Molte realtà internazionali, nell’ultimo periodo, hanno puntato il dito contro gli allevamenti e il consumo eccessivo di carne, e tra queste spiccano sicuramente Slow FoodGreenpeace e perfino il New York Times ha lanciato sulle sue pagine inchieste e riferimenti sul tema. Il nocciolo della questione, però, è un altro: è davvero necessario sostituire le proteine della carne con quelle degli insetti?

Numerose evidenze scientifiche dimostrano che una dieta a base vegetale ben pianificata non solo è possibile, ma apporta anche numerosi benefici per la salute. A confermarlo, tra gli altri, anche il nostro Ministero della Salute, che nel 2015 ha dato il via libera alle diete a base vegetale: “È noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause. Rispetto alle diete vegetariane – sottolinea la pubblicazione ministeriale – la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile”.

A dimostrazione di questo, anche uno studio pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research, periodico dedicato ad argomenti di carattere scientifico: secondo gli esperti, seguire una dieta vegana anche solo per 48 ore può migliorare la salute. Inoltre, la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana(SSNV)ha “smontato” punto per punto tutte le credenze (errate) su questo tipo di alimentazione, riconfermandone ancora una volta la validità dal punto di vista scientifico. Non basterebbe, dunque, orientarsi verso un’alimentazione a base vegetale ben equilibrata, invece che cercare a tutti i costi di aggirare il problema coinvolgendo, ancora una volta, altri esseri viventi?

Crediti foto in apertura: Horizon Edible Insects

via Vegolosi