La cheratite neurotrofica è una malattia dell’occhio che sebbene sia molto rara, esiste. Colpisce circa cinque persone su 10 mila in tutto il mondo e la sua conseguenza principale è il danno della cornea.

Secondo gli esperti, questa malattia non può essere diagnosticata tempestivamente e fino a quest’anno il trattamento non era disponibile al pubblico. Ora c’è un farmaco chiamato Cenegermin, sviluppato a L’Aquila, a disposizione di tutti gli italiani.

La pubblicazione è stata fatta in Gazzetta Ufficiale, che ne autorizza la vendita. Cenegermin ora ha il compito di aiutare tutte le persone affette da questa condizione degenerativa che può persino portare alla cecità.

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La scoperta del principio attivo risale ad alcuni anni fa quando la neurologa Rita Levi Montalcini vinse il Nobel per la medicina nel 1986. Le ricerche dell’accademica durante gli anni cinquanta diedero dei risultati positivi nella scoperta e identificazione del fattore di crescita delle cellule nervose, noto come NGF. E sebbene questa scoperta potesse essere applicata anche ad altre malattie, Rita e il suo team decisero di cominciare dall’ambito oculistico.

I test realizzati sui topi dimostrarono risultati positivi rispetto agli effetti sui tessuti oculari, ma dal momento che continuavano a sorgere nuove domande e nuove scoperte, la produzione di una versione ricombinante di NGF umano divenne uno degli obiettivi principali. Fu l’azienda biofarmaceutica Dompé a sviluppare l’idea presso il Polo dell’Aquila.

Ora il farmaco è entrato finalmente in commercio; si tratta di una proteina che è simile a quella prodotta dagli essere umani e che aiuta lo sviluppo e conservazione delle cellule nervose. Viene somministrata ai pazienti con cheratite neurotrofica attraverso gocce oculari che serviranno a riparare il danno causato dalla malattia nella cornea.

Fonte: La Repubblica

via Fabiosa