Dal Dott. Gabriele Prinzi
Nel 1817, il CHIRURGO J. Parkinson descrive 6 casi clinici di pazienti AFFETTI DA STIPSI e con una condizione descritta come “PARALISI AGITANTE”.
In uno dei sei casi, il trattamento dei disturbi gastrointestinali sembrò alleviare i problemi legati ai movimenti agitati…
In qualsiasi libro di #medicina, leggeresti che nel morbo di #Parkinson, la stitichezza è un #sintomoconnesso al “funzionamento improprio” del sistema nervoso autonomo, parte integrante del sistema nervoso enterico (il “secondo cervello”).
Quest’ultimo è responsabile dell’attività della contrazione coordinata della muscolatura liscia che “impasta” il cibo che viene digerito e lo sposta dalla bocca verso l’ano (#peristalsi).
Quindi, se quello non funziona correttamente, e non funziona la peristalsi (i movimenti dell’intestino), ecco apparire la stitichezza.
LA STITICHEZZA è uno dei SINTOMI PIU’ COMUNI del Parkinson!
Si manifesta in circa metà degli individui e spesso PRECEDE DI ANNI l’insorgenza dei “disturbi del movimento”.
Tuttavia – per molti decenni – la ricerca sul Parkinson si è esclusivamente focalizzata sul cervello, studiando i neuroni che producono DOPAMINA – una molecola coinvolta in molte funzioni, incluso il movimento.
E siccome gli scienziati si sono sempre concentrati sul #cervello e sul sistema #nervoso, la loro attenzione non poteva non essere attratta dalla scoperta dell’asse intestino-cervello mediato dal#microbiota intestinale.
Le scoperte conseguenti potrebbero permettere DIAGNOSI PRECOCE, prevenzione e TERAPIA PERSONALIZZATA del Parkinson. E dal 2003, un gruppo di neuro-anatomisti Tedeschi porta avanti una ricerca interessantissima!
Il lavoro del gruppo del Prof. Heiko Braak (Università di Ulm)
evidenzia come i cambiamenti patologici nei pazienti si sviluppano secondo STADI PREVEDIBILI.
MA piuttosto che iniziare nel cervello e proseguire verso l’intestino, le lesioni caratteristiche del Parkinson seguono la DIREZIONE OPPOSTA: INIZIANO NELL’INTESTINO per POI spingersi a fare danni AL CERVELLO.
Questa EVIDENZA SCIENTIFICA è sostenuta da un numero crescente di prove, ma la questione di COME i cambiamenti nell’intestino portano alla#neurodegenerazione del cervello è un’area di studio ancora molto attiva.
Le ipotesi più studiate?
Alcuni suggeriscono che gli ammassi di #alfa-sinucleina (corpi di #Levy) si muovano dall’intestino al cervello attraverso il nervo vago. Altri suggeriscono che attraverso il vago viaggino anche PRODOTTI DI DEGRADAZIONE BATTERICA
L’unica CERTEZZA?
E’ che l’intestino influenza il cervello attraverso i mediatori dell’infiammazione.
Che sono presenti in TUTTE le MALATTIE INFIAMMATORIE, nel COLON#IRRITABILE e nelle patologie AUTOIMMUNI – come la Tiroidite di Hashimoto, le ARTROPATIE sieronegative, la #PSORIASI, la #fibromialgia, eccetera.
Ancora una conferma che il CAMPO DI BATTAGLIA della “guerra terapeutica” che come MEDICI dobbiamo combattere è l’intestino.
Lo diceva Ippocrate 2500 anni fa…