Secondo le statistiche, l’eventualità che chi ha avuto un infarto subisca una recidiva è di un caso su cinque, per questo motivo le associazioni come la Società Europea di Cardiologia si preoccupano anche di diffondere indicazioni e linee guida atte proprio a evitare che si verifichi un secondo infarto. Nell’ambito della sperimentazione farmacologica, però, uno studio ha scoperto che i farmaci antinfiammatori possono contribuire alla salute del cuore abbassando il rischio di un secondo evento cardiovascolare.

Lo studio si è svolto in un arco temporale di quattro anni ed è stato condotto dal gruppo di ricerca CANTOS, che mira a capire come aiutare tutte quelle persone che assumono farmaci anti-colesterolo, non privi di effetti collaterali, in particolare coloro che avevano già avuto un infarto.
Appoggiandosi al Brigham and Women’s Hospital di Boston i medici hanno analizzato i risultati degli esami del sangue di oltre diecimila persone con un infarto alle spalle nei quali si evidenziava la presenza di una flogosi. Nel corso dello studio, una parte dei pazienti è stata sottoposta a un’iniezione trimestrale di un farmaco antinfiammatorio chiamato canakinumab, solitamente usato per il trattamento di patologie come l’artrite reumatoide, il diabete, la broncopneumopatia cronica e alcune malattie oculari. Un’altra parte dei pazienti è stata sottoposta a una terapia placebo e ciò che è stato osservato è che anche se i livelli di colesterolo non diminuivano, nel primo gruppo diminuiva il rischio di infarti e ictus del 15% e la necessità di intervenire chirurgicamente con bypass nel 30% dei casi.
Ma non è finita qui: nel corso dello studio i medici si sono anche accorti che il ricorso al canakinumab contrastava la progressione di tutti i tipi di tumore, in particolare quello al polmone, che nel caso delle persone trattate con questo farmaco vedevano aumentare del 75% le possibilità di sopravvivere.

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via Curioctopus