Ci vogliono anche le noci. Una manciata, meglio se mangiata regolarmente, soprattutto se si esagera coi grassi a discapito di poche fibre e principi nutritivi. Grazie alla loro sana composizione, le noci aiuterebbero infatti a migliorare il metabolismo, influenzando gli esiti di malattie di base infiammatoria, spesso associate a un’alimentazione spazzatura. Tipo hamburger e patatine, per fare un esempio. Lo studio, pubblicato sulle pagine del Journal of Nutrition, condotto da alcuni ricercatori della Oregon State University, negli Stati Uniti, con il sostegno della California Walnut Commission, è ancora sperimentale, cioè fatto solo in laboratorio e su topi, ma i risultati preliminari sembrerebbero promettenti anche per l’uomo.

Come contrastare il junk food. Ci sono alimenti che faremmo bene a evitare, sempre, o comunque riducendoli in maniera significativa: sono quelli contenenti un’alta percentuale di grassi. Ovvero i cosiddetti junk-food, composti principalmente da prodotti industriali come snack, merendine dolci e salate, un eccessivo quantitativo di biscotti o anche i cibi tipici della dieta last minute, quali hamburger e patatine, divenuti un’abitudine per molti lavoratori mordi-e-fuggi o per gli amanti delle americanate, anche a tavola.

Per contrastare in parte gli effetti di questo mangiar male, però, qualche cosa si può fare: innanzitutto impegnarsi a correggere la propria dieta, impostandola ad un regime più sano, di tipo mediterraneo. Ma, se ancora si cede alla tentazione grassa, allora si può introdurre nella dieta, regolarmente, una manciata di noci, meglio ancora se abbinate ad altri alimenti integrali o anche a lamponi, ciliegie e tè verde. L’azione sinergica di questi cibi aiuterebbe infatti a migliorare il metabolismo, combattendo diverse malattie, di componente infiammatoria, correlate a una alimentazione troppo unta, ipercalorica, poco sana e ipo-nutriente in termine di principi nutritivi sani.

Sono loro, questo frutto secco, consumato per lo più nella stagione fredda, ad agire con più efficacia sulle nostre abitudini grasse, specie se il junk-food è una dieta potenzialmente abituale piuttosto che occasionale, come dovrebbe essere. Merito, soprattutto, dell’elevata presenza nelle noci di acido alfa linolenico (ALA) e di acidi grassi essenziali vegetali omega3, elementi sani e preziosi per potenziare la salute dell’intero organismo.

Un esperimento sui benefici delle noci. Lo hanno dimostrato, con esperimenti di laboratorio, effettuati cioè sui topi dai ricercatori americani. I quali li hanno alimentati, per un periodo di 10 settimane, con una dieta occidentale, di cui una parte arricchita con le noci, per osservare la relazione noci-potenziale miglioramento sulla salute. Per arrivare all’obiettivo gli esperti hanno così nutrito un gruppo di topi con un regime ricco di grassi, pari al quantitativo di una dieta umana di hamburger e patatine, un secondo gruppo con una dieta a basso contenuto di grassi, un terzo con dieta ricca di grassi ma integrata con l’8,6 percento di noci e infine l’ultimo con una dieta integrali e noci. Come è possibile dedurre i topi che, alla fine dello studio, stavano meglio erano quelli integrali e noci, con esiti ancora migliori se della dieta facevano parte pure ciliegie, lamponi, o tè verde: ovvero il metabolismo appariva sensibilmente più efficace ed attivo. Insomma sapeva fare al meglio il suo lavoro, anche di brucia-calorie e smaltimento di tossine da alimentazione poco sana.

Le potenzialità delle noci non si limiterebbero però al metabolismo. Perché queste cavie alimentate con le noci, rispetto alle compagne, mostravano anche una migliore tolleranza al glucosio, ovvero la misura in cui il corpo è in grado di utilizzare efficacemente lo zucchero, più grassi buoni (HDL) e meno cattivi (LDL), vale a dire tutte quelle componenti che rivelano che il metabolismo funziona ad hoc.

Le novità dello studio stanno soprattutto nel fatto di non avere considerato l’azione sulla salute solo di un singolo cibo, come è avvenuto nella maggior parte delle ricerche oggi disponibili, ma di aver valutato l’efficacia di uno specifico prezioso alimento all’interno di una dieta combinata. Questo perché la nostra dieta, spiegano gli esperti non è composta da un singolo ma da molti principi nutritivi i quali possono influenzarsi vicendevolmente in positivo o in negativo. E scoprirne le reazioni può aiutare anche a combattere alcune problematiche epidemiche, come sovrappeso e obesità. I ricercatori tengono però anche a sottolineare che questi significativi cambiamenti si verificano a livelli tipici di assunzione, che rappresentano solo 1,5 porzioni di ogni alimento al giorno. Come a dire che una manciata di noci giornaliera nella nostra dieta, non dovrebbe mancare.

via BergamoPost