È stata testata con successo una nuova ed efficace cura non farmacologica su pazienti diabetici, che permette al loro pancreas di ricominciare a produrre l’ insulina endogena, e promette di riequilibrare la glicemia con molta più facilità ed in alcuni così di sospendere l’ assunzione quotidiana di farmaci antidiabetici orali e non avere più iperglicemie.

Si chiama DMR, ovvero «ringiovanimento della mucosa duodenale», e consiste in una innovativa procedura endoscopica, che avviene, in anestesia generale, con l’ introduzione trans-orale di un tubicino della grandezza di un catetere, il quale, una volta fatto avanzare oltre lo stomaco, è in grado di fornire una dose controllata di energia termica, cioè di calore, sulla superficie della mucosa duodenale, esattamente nelle zone dove vengono rilasciati i vari ormoni regolatori della glicemia, in particolar modo quelli coinvolti nell’ insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico. La prima sperimentazione in Italia, chiamata Revita1, è stata condotta due anni fa al Policlinico A.

Gemelli di Roma dal prof Guido Costamagna, direttore dell’ Unità Operativa Complessa di Endoscopia Digestiva Chirurgica, e direttore dell’ Istituto di Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica dell’ Università Cattolica, leader riconosciuto a livello mondiale in endoscopia terapeutica. Personalmente nel 2016 ho avuto l’ occasione e la fortuna di assistere ad uno di questi interventi, allora in prima fase sperimentale, su un mio paziente diabetico complicato, che ha visto risolvere la sua malattia cronica, e quel giorno il prof Costamagna mi confidò: «Cara Melania, ci auguriamo risultati definitivi degli studi attualmente in corso entro un paio di anni» e devo dire l’ amico Guido è stato di parola.

LA MAPPA DEI CENTRI
Dallo scorso febbraio infatti, è in atto al Policlinico Gemelli e all’ Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano) l’ arruolamento di pazienti con Diabete di tipo 2, in qualunque stadio di malattia, per la seconda sperimentazione clinica che è stata approvata ed è chiamata “Revita2”, che coinvolgerà centinaia di pazienti in Italia ed altrettanti in dieci centri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterra, Irlanda, Olanda e Germania, per poi applicare su larga scala questa incredibile terapia termica miniinvasiva, e per determinarne l’ efficacia anti-diabete, che pare inequivocabile a detta degli specialisti, e con risultati fino ad ora molto promettenti, e che naturalmente accende molte speranze in milioni di malati.

La procedura per questo tipo di esame strumentale è quasi priva di rischio e non è affatto complicata, perché operativamente si tratta di una normale gastroscopia, con la differenza che l’ endoscopio introdotto fin dentro il duodeno, dove c’ è lo sbocco del dotto pancreatico, scalda la mucosa duodenale, distruggendo le cellule che producono gli ormoni responsabili dell’ insulino-resistenza e inducendo quindi la rinascita di una mucosa normale, riportandola allo stato di giovinezza, tramite l’ invio di una dose controllata di energia termica sulla sua parete posteriore, quella adagiata sul pancreas, e tale calore viene diffuso con la massima precisione e per brevissimo tempo in diverse aree, così da garantire la sicurezza della procedura, che risulta molto ben tollerata dai malati. L’ intervento di DMR dura meno di un’ ora e il paziente viene dimesso il giorno dopo, e tale dispositivo ha già ricevuto il marchio CE, e per commercializzarlo si attendono i risultati di questa seconda fase di studio europeo.
I risultati clinici consistono in una normalizzazione evidente della glicemia, e, cosa più importante, nell’ interruzione dell’ avanzamento delle note complicanze diabetiche, tra le quali l’ angiopatia, la neuropatia e la nefropatia, a dimostrazione che tale trattamento ha un impatto notevole sulla malattia diabetica, si spera in modo definitivo. A due anni di distanza sui pazienti trattati sono stati registrati normalizzazione costante dell’ emoglobina glicata, e miglioramento significativo di altri parametri, tra i quali quelli degli gli enzimi epatici, oltre che del livello di insulina endogena. I pazienti idonei per tale terapia endoscopica sono reclutati in una fascia di età tra i 28 ed i 74 anni, con Diabete di tipoII, non insulino-dipendente, in terapia con farmaci orali, non ancora sottoposti a terapia insulinica e con valori di Emoglobina Glicata superiore a 7,5%.
«Questa ulteriore fase sperimentale dello studio Revita2» mi riferisce Costamagna «si concluderà nell’ arco di circa due anni, dopo di che questo trattamento innovativo potrà essere esteso a tutti i pazienti affetti da diabete che non riescono a tenere sotto controllo la glicemia con i farmaci, che registrano continui sbalzi glicemici, e che sono oltre la metà del totale».

LA PLATEA DEI PAZIENTI
Il diabete tipo II è una malattia di proporzioni pandemiche, spesso, ma non sempre, associata all’ obesità. Nel mondo si stima ne siano affetti circa 400milioni di persone, e l’ incidenza della patologia sta aumentando a ritmi allarmanti, se solo in Italia ne soffrono oltre 4milioni di persone, delle quali il 90% del tipo2. Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo della malattia vi sono la predisposizione genetica, l’ obesità, lo stile di vita sedentario e una dieta ad alto contenuto di zuccheri e grassi. Le ricerche di base hanno dimostrato che le diete ipercaloriche provocano cambiamenti della mucosa duodenale, che “invecchia”, e tali modifiche alterano il segnale ormonale che regola la glicemia, determinando prima la resistenza all’ insulina, poi la disfunzione delle cellule del pancreas che producono tale ormone, infine l’ insorgenza del diabete. Attualmente il diabete tipo2 si controlla con farmaci somministrati per bocca, il più usato dei quali è la metformina, anche se sono disponibili altre molecole, ma con la progressione della malattia molti pazienti necessitano di ricorrere alle iniezioni quotidiane di insulina. Il diabete tipo2 inoltre è un fattore di rischio significativo per il peggioramento della demenza e lo sviluppo di complicanze cardiovascolari, oculari, neurologiche e renali.

Onore quindi al prof Guido Costamagna, che sarà seguito da medici americani per iniziare una analoga sperimentazione anche negli Usa, una volta ottenuta l’ approvazione della Fida, l’ organo regolatorio sui farmaci e terapie degli Stati Uniti, che importeranno dall’ Italia la sua tecnica endoscopica del ringiovanimento della mucosa duodenale per sconfiggere il diabete.

di Melania Rizzoli – Libero