Salute

BIORECAR: UN GEL CHE RIGENERA LE CELLULE DEL CUORE DOPO L’INFARTO

Progetto Biorecar: Arriva dal Politecnico di Torino una speranza per il dopo-infarto:un gel  che iniettato nel cuore è in grado di far rinascere le cellule morte a causa dell’ infarto. Una ricerca tutta italiana premiata dall’ UE.

Quando una persona dopo essere stata colpita da un infarto riesce a sopravvivere, il suo cuore subisce comunque un danno finora considerato irreparabile.
Un infarto provoca la morte di circa un miliardo di cellule responsabili del pompaggio del cuore, e al loro posto rimane una cicatrice molto rigida formata da firoplasti, che in molti casi, causa un’insufficienza cardiaca. Anche per questo molto spesso al primo infarto possono susseguirsene altri anche a distanza di anni, mesi o addirittura giorni.
Inoltre, nei casi più gravi , dopo un infarto potrebbe essere necessario un trapianto.

Finora la ricerca scientifica ha cercato di risolvere questo problema con cellule staminali ed impalcature 3D da inserire nel cuore al posto della cicatrice, ma non sempre queste tecniche danno i risultati sperati.

A differenza di altri, la dottoressa Valeria Chiono, una ligure 42enne, professoressa associata del Politecnico di Torino, sta coordinando un progetto  intitolato Biorecar, finalizzato alla creazione di un gel in grado di riportare il cuore alla stessa funzionalità che aveva prima dell’infarto.
Questo gel, iniettato nel cuore, fa rinascere le cellule morte a causa dell’ l’infarto. È fatto con plastiche degradabili e compatibili con tessuti umani.
Le cellule morte che formano la cicatrice rigida vengono riprogrammate e rigenerate da questo gel, i fibroplasti rigidi vengono trasformati in cardiomiciti in grado di contrarsi con una certa elasticità. ed ecco che il cuore riacquista la stessa elasticità del pre-infarto.

Il progetto Biorecar ottiene il riconoscimento ERC dell’ Unione Europea

La ricerca coordinata dalla dottoressa Chiono ha subito suscitato l’attenzione dell’ Unione Europea la quale ha finanziato il progetto con 2 milioni di euro (riconoscimento ERC), dando la possibilità al team di ricercatori continuare la ricerca per almeno altri 5 anni.
Grazie al finanziamento la dottoressa ha la possibilità effettuare esperimenti in vitro su un cuore umano, di assumere  altri ricercatori e assegnisti, e di continuare a collaborare con l’Università Federico II di Napoli (che fornisce le cellule infartuate oggetto di studio), con l’Inrim (Istituto di ricerca metrologica di Torino) e con l’istituto clinico Humanitas (Milano).

Riferimento: La Stampa

via Salutecobio